Corte Costituzionale, n° 75/19. Valida per il notificante la notifica pec dopo le 21, entro le 24:00.

Importante sentenza della Corte Costituzionale n. 75 del 19 marzo 2019 che, in materia di notifica di atti giudiziari a mezzo pec, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art 16 sentirsi DL 179/12, nella parte  in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24 si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta.

La Corte ha evidenziato che il divieto di notifica telematica oltre le 21 risulta, infatti, introdotto (con il richiamo sell’art. 147 cpc), nella prima parte del censurato art 16 septies dl 179/12, allo scopo di salvaguardare il diritto al riposo del destinatario in una fascia oraria (dalle 21 alle 24) in cui egli sarebbe stato, altrimenti, costretto a continuare a controllare la propria casella pec.

Ciò non giustifica anche la corrispondente limitazione nel tempo degli effetti giuridici della notifica nei riguardi del soggetto notificante, al quale viene invece impedito di utilizzare appieno il termine utile per approntare la propria difesa: termine che per regola generale deve computarsi a giorni e, quindi, con scadenza allo spirare della mezzanotte.